Liberamente tratto dall’opera di Luigi Lunari
Una commedia brillante e paradossale sul senso della vita, del caso e dell’attesa.
Cosa succede quando la routine quotidiana viene improvvisamente spezzata da un imprevisto inspiegabile?
Immaginate un commendatore tutto d’un pezzo, rigoroso e concentrato sui propri affari; un capitano abituato a dare ordini e a mantenere il controllo; e un professore colto, riflessivo e incline a filosofeggiare su tutto. Per una bizzarra e inattesa combinazione, tre uomini così diversi e abituati a dominare le proprie certezze si ritrovano confinati in uno spazio neutro, misterioso e indefinito. Non è un ufficio, non è una caserma, non è casa loro. È una sorta di anticamera del tempo e dello spazio dove le leggi della logica si dissolvono.
Costretti a condividere una situazione surreale, i tre scoprono ben presto di essere al centro di un equivoco cosmico. Tra porte che non si aprono, battute taglienti, scontri di carattere e tentativi disperati di ristabilire l’ordine gerarchico, la convivenza forzata si trasforma in un esilarante duello verbale. Il pragmatismo del commendatore, la disciplina del capitano e i dubbi esistenziali del professore si scontrano continuamente, dando vita a situazioni di pura comicità.
Man mano che il tempo si dilata, lo spazio claustrofobico diventa il palcoscenico per fare i conti con le grandi domande dell’esistenza: chi siamo? Dove stiamo andando? E soprattutto… chi ha sbagliato porta?
Tra colpi di scena, risate e momenti di sottile introspezione, Tre sull’altalena è uno specchio irresistibile delle nostre piccole manie e grandi fragilità. Un testo raffinato che, con la leggerezza della grande commedia d’autore, ci ricorda che a volte, di fronte all’imprevedibilità del destino, non resta che spogliarsi dei ruoli e ridere insieme.
